Ho un chiaro ricordo di quel giorno. Sarà perché faceva un caldo della Madonna (quella classica, non mi riferisco alla Ciccone), sarà perché prendevamo un break da tutti i casini che ci avevano sommerso fino a quel momento. Sarà che Philadelphia ha un suo fascino. Dietro a tutte quelle bandiere, tra una scalinata Rockyana e una statua del Balboa a dir poco surreale. Dentro un libreria dell’usato queer-friendly, tra uno scaffale di Black Magic e uno dedicato alla sessuologia. In un supermarket a comprare PopTarts e acqua dalle etichette per nulla tranquillizzanti. A Philadelphia ho lasciato un pezzettino di me, con la promessa di tornare.
a me philadelphia non è rimasta così nel cuore… sarà stato il caldo afoso che ci ha attanagliato per tutto il giorno, sarà stato il fatto che abbiamo potuto visitarla solo stando seduti in un pullman, sarà stato che a NY c’era qualcuno con cui volevo stare… fatto stà che di quel giorno sono riuscita a portare via solo pochi ricordi (e qualche pop tars nello stomaco!).
Però sono dell’idea che ogni posto valga la pena di essere visto, quindi abbiamo fatto proprio bene ad andarci, e magari vale anche la pena di ritornare li (bisogna sempre dare una seconda possibilità).
Metto anche una simpatica citazione per dare più valore al mio intervento:
“di regola ritengo che valga la pena esplorare almeno una volta qualsiasi posto – non si sa mai, potrebbe esserci un fiammeggiante cartellone alto dieci metri che rivela il segreto della vita e nessuno me l’ha mai detto” (La gang del pensiero)
a presto amici-gemellini!!
P.S. ordiniamo un super mega pacco di Pop Tars a tutti i gusti esistenti nel mondo mai inventati per sempre nell’universo????